Louis Comfort Tiffany, creatore di opulenza
Louis Comfort Tiffany fu uomo di enormi e svariatissime doti, che disse
e creò speso cose assurde. Acquistò fama internazionale con
l'invenzione del vetro "Favrile", che impiegò per una vastissima
serie di vetrate e di lampade e altri oggetti d'arte. Egli definì
la sua formula segreta "una composizione di diversi vetri colorati,
messi insieme mentre sono caldi". L'iridescenza metallica che ne deriva
divenne il marchio di fabbrica del vetro Tiffany..
Affermava che le sue vetrate erano l'espressione più pura della vetrata,
più di quelle antiche perché non contenevano alcun pigmento
(grisaille): il colore era tutto nel vetro. Ma trascurava il fatto che,
con il suo impiego di vetro opalescente, diminuiva la trasparenza del vetro,
che è l'anima delle vetrate medievali, non meno di quanto la distruggessero
gli smalti del XVII e del XVIII secolo. Proclamava la sua fede nella creazione
della bellezza per le masse e intanto era il beniamino dei ricchi alla moda:
la sua influenza sull'arte scomparve molto prima di lui stesso e, dopo la
morte, la sua fama è stata così mutevole che gli oggetti da
lui creati si sono potuti a volte comprare per pochi centesimi, e a volte
sono stati accanitamente contesi a prezzi favolosi nelle grandi aste.
Tiffany era figlio di un gioielliere, ma preferì studiare arte piuttosto
che entrare nell'azienda di famiglia e lasciarsi contaminare dallo spirito
commerciale: la bellezza doveva essere la legge di tutto. Cominciò
a dipingere, venne presentato a Oscar Wilde, viaggiò in Nordafrica
e in Spagna e qui scoprì che intensi rossi e azzurri delle vetrate
medievali erano troppo scuri per i suoi gusti. Pur continuando per molti
anni a dipingere, il suo impegno commerciale fu nel campo della decorazione
di interni; sino ai suoi untimi anni egli sostenne che le arti decorative
erano per una nazione più importanti che le belle arti.
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La sua fama cresceva di continuo, ma Tiffany non era soddisfatto e si imbarcò
in un'impresa ispirata a Wilde: la decorazione del nuovo Lyceum Theatre di
New Jork, in uno stile definito dal Morning Journal "ultra- estetizzante".
Finanziariamente l'impresa fu un disastro e le gravi perdite subite costrinsero
Tiffany a riorganizzare gli affari e anche la sua vita, definita da suo padre
"troppo affrettata".
La fama di Tiffany nel campo delle vetrate raggiunse il culmine negli anni
immediatamente successivi e, dopo che si fu associato con Samuel Bing, il
mercante d'arte di Parigi, nel 1889, il suo nome si affermò anche in
Europa: Lo si trovava sempre nelle cronache perché il suo nome faceva
notizia, con ogni sua novità, dall'opulenta cappella eretta per l'Esposizione
Mondiale di Chicago nel 1892, con un milione di pezzi di vetro, al fantasmagorico
sipario di vetro, di 20 tonnellate, fabbricato nel 1911 per il Teatro Nazionale
di Città del Messico.
Queste furono le creazioni più gigantesche, ma il nome di Tiffany era
altrettanto celebre per gli oggetti da lui creati per uso domestico, in specie
i lumi, uno dei maggiori successi di quel tempo.
A partire dal 1900 Tiffany si occupò ancor più di vetri artistici
e ben presto il suo vetro "Favrile" mise in ombra tutti i precedenti
risultati. Bing lo definiva "simile alla pelle, serico e delicato al
tocco".
Al principio del XX secolo Tiffany comprò una tenuta di 580 acri a
Oster Bay, Long Island, e costruì, su suo progetto, Laurelton Hall,
una grande casa in stile Art Nouveau che per dieci anni fu al centro delle
polemiche di tutta la stampa americana. Comprendeva 84 stanze, di cui 25 da
bagno, un bacino per lo yacht e un campanile, che suonava come quello di Westminster.
Però Tiffany era diventato sempre più eccentrico e sempre meno
gradito ai gusti del pubblico.
Morì nel 1933 quasi dimenticato e per una ventina d'anni lo si ricordò
solo per canzonarlo. Ma dopo il 1950 le opinioni cambiarono a suo favore e
anche se la fama di imitarlo tramontò sul finire degli Anni '60, l'azienda
col suo nome è di nuovo in piena attività.



