Il Vetro
Una storia infinita: dai manufatti delle civiltà primitive agli impieghi di avanguardia, il cammino di una formidabile materia capace di autorigenerarsi e di rispettare l'ambiente
La scoperta e la diffusione del vetro rappresentano una tappa fondamentale
nel cammino dell'umanità. L'uso di questo affascinante e versatile
materiale segna il punto di passaggio da uno stato primitivo ad una società
evoluta, sia sotto il profilo economico che culturale. Creare oggetti in vetro
per impieghi sempre più diversi è infatti espressione di cultura,
riflesso di un sistema di relazioni e di esperienze via via più complesse
e diramate che denotano un continuo salto di qualità nella vita collettiva
e quotidiana: il vetro costituisce un indice sensibile e sicuro per misurare
i vari stadi del progresso civile e il livello di evoluzione di un popolo.
Nata dall'incontro felice fra la natura e la genialità umana, questa
prodigiosa materia ha consentito all'uomo di risolvere, senza rischi e con
una formidabile duttilità di utilizzazioni, una miriade di problemi.
Prodotto naturale per eccellenza, ha emanato, fin dalle origini, una sottile
forza di attrazione per quel fascino ineffabile che gli è proprio,
in parte dovuto alla sua vaga rassomiglianza con gemme preziose, di cui ha
rappresentato, fin dalle epoche più antiche, un'imitazione perfetta.
Ma soprattutto ha saputo mantenere una sorprendente vitalità e una
carica di giovinezza che non gli fa sentire il peso dell'età nonostante
i suoi cinque millenni di storia. La più lontana citazione del vetro
risale ai primordi della civiltà ed è contenuta nella Bibbia,
nel libro di Giobbe (cap. XXVIII, v 17 )., dove il patriarca, spiegando il
significato della vera sapienza, dice che "non può essere paragonata
con le stelle colorate dell'India, né con la più preziosa pietra
di sardonico, né con lo zeffiro e non la uguaglia né oro né
vetro". Il suo cammino sembra essere iniziato nel Medio Oriente, nel
cuore della Mesopotamia, per poi diramarsi in Egitto, in Iran, in India, in
Cina e soprattutto presso le antiche civiltà fiorite sulle sponde del
Mediterraneo: gli Assiri e i Fenici, che ne rinnovarono le tecniche produttive
e contribuirono alla diffusione di vetri trasparenti e soffiati di eccezionale
purezza, e poi i Greci e i Romani che raggiunsero nell'arte vetraria un altissimo
livello per qualità e varietà dei manufatti. A testimonianza
di questa feconda attività produttiva ci è pervenuta una grande
quantità di reperti archeologici: collane policrome, coppe, calici,
unguentari e lacrimari dall'antico Egitto; anelli, bracciali, braccialetti
e ampolle dai Fenici, da Rodi e da Lesbo; portaunguenti di produzione egiziana
nelle tombe etrusche; specchi , lastre di vetro per finestre e una ricca gamma
di monili e contenitori dai Romani.
Nell'antica Roma la civiltà del vetro ebbe una fioritura difficilmente
immaginabile; furoreggiavano i mosaici di pasta vitrea come pure i rivestimenti
vetrificati per le camere delle abitazioni più ricche. Queste avevano
specchi e finestre protette da lastre di vetro sul tipo di quelle rinvenute
a Pompei.
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Il vetro ha prestato e presta la sua materia incontaminata a immagini ed
espressioni di sogno, di fede, di magia e del mondo fantastico: basti pensare
agli specchi fatati e parlanti, alle suppellettili sacre, alle solenni e fantasmagoriche
vetrate delle cattedrali gotiche, alle sfere di cristallo che svelavano il
destino, ai caleidoscopi, alle lenti ottiche che spalancano all'osservatore
le porte dell'estremamente lontano o dell'infinitamente piccolo e così
via. Senza contare la sua affascinante e quasi magica proprietà di
conservare nel tempo altre materie, preservandole dalla decomposizione.
La marcia trionfale del vetro è proseguita durante il Medioevo, il
Rinascimento, l'età dei lumi, l'epoca moderna e contemporanea, senza
conoscere soste, anzi, occupando spazi sempre più ampi di utilizzazione.
Questo impareggiabile prodotto, grazie al suo sorprendente polimorfismo, vive
una nuova giovinezza unendosi al servizio delle grandi istanze culturali e
scientifiche del nostro tempo: pensiamo, ad esempio, alle fibre ottiche nel
campo delle telecomunicazioni, alla tecnologia spaziale, all'impiego nell'edilizia
d'avanguardia, alle ricerche astronomiche, di bioingegneria e di medicina:
Può contribuire a migliorare la qualità della vita perché
riesce a far convivere assieme i valori dell'ecologia con le esigenze della
tecnologia. Il vetro ha la capacità di autorigenerarsi col minimo dispendio
di risorse, sfruttando quella ricchezza che è rappresentata dal riciclaggio
dei vetri dismessi: il vetro ha sempre creato nuovo vetro.
Dall'antichità ad oggi si snoda un invisibile filo conduttore che si
proietta verso il futuro: nei nostri oggetti vitrei si cela certamente un'infinitesima
parte di quelli antichi, così come nei manufatti di domani si troverà
una piccolissima parte di quelli di oggi. Vincente sulla filosofia dell' "usa
e getta", una storia infinita.
Links interessanti
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della Scuola Media Coletti di Treviso
Testo semplice, utile per i principianti, cenni storici con particolare riguardo
alla produzione di Murano nel Novecento.
Andrea Dacvid - Storia
del vetro (in formato .pdf)
Ottima sintesi storica e tecnologica dal XV al XX secolo su Murano, l'Europa
e gli Stati Uniti.







