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La
storia di San Nicola era comodamente vaga ed incerta e perciò
fonte di molte leggende popolari. A Chartres tre vetrate di questo
blocco sono dedicate ai presunti miracoli del santo. In una di
esse, nella navatella sinistra sono rappresentate la leggenda
dell'ebreo e del cristiano disonesto (che si ritiene sia all'origine
di uno dei pannelli più antiche del Duomo di York) e quella
degli scolari assassinati, presente nella cattedrale di Metz. |
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ampie zone nere tra i medaglioni del rosone di facciata sono in
vivo contrasto con gli schemi più lineari dei rosoni del
transetto. Nel rosone di facciata, dai colori meno vivaci delle
luci sottostanti, più antiche, è il Giudizio Universale.
Intorno alla figura centrale del Cristo con le piaghe sono gli
angeli e le quattro bestie dell'appocalisse . Sopra di esso è
Abramo con gli eletti e, sotto la pesatura delle anime. A destra
e a sinistra, i dodici apostoli. Nel cerchio esterno, in coppie
di medaglioni raggianti, sono gli strumenti della Passione, quattro
angeli con le trombre del Giudizio, i risorti, la resurrezione
dei morti e l'inferno. |
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tre luci sotto il rosone di facciata e la Belle Verrière
sono le uniche vetrate del XII secolo sopravvissute all'incendio
del 1194. La vetrata di Jesse, sulla destra, mostra la genealogia
di Cristo. Si ritiene che sia uno dei primi esemplari del genere,
divenuto perciò in seguito modello per molti altri. Nella
luce centrale è la vita di Cristo dall'Annunciazione all'Ingresso
in Gerusalemme, che continua, nella vetrata a sinistra, con la
Passione. |
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Nelle sessantaquattro
finestre e occhi della zona più bassa della cattedrale,
lungo le navatelle, e il deambulatorio, in modo da poter essere
"lette" sono rappresentate leggende, vite dei santi
e episodi biblici. Vi si trova esemplificvatal'unità del
mondo medievale sotto l'autorità della Chiesa, attravreso
le numerose vetrate offerte dai mercanti di Chartres. Le vetrate
costituivano un indice di ceto e insieme una forma di pubblicità.
Alcune corporazioni, in specie quella dei fornai, che si sentivano
inferiori per il loro mestiere donarono parecchie vetrate. Nel
finestrato alto, in bifore sormontate da piccoli rosoni, si ergono
alte figure di santi, profeti e apostoli, disegnate con audace
semplicità. Questi enormi personaggi danno un senso di
austera potenza accresciuta dall'intensità del bianco degli
occhi che fissano il vuoto, e dai volti scuriti dal tempo.
Il Buon Samaritano, secondo gli insegnamenti del famoso teologo
inglese San Beda, detto il Venerabile, era una delle più
belle immagini di Cristo, salvatore dell'umanità peccatrice.
L'insegnamento impartito da Beda, ben noto ai dotti di Chartres,
si riflette nella vetrata del Buon Smaritano dove si trova illustrata
la sua parabola insieme alla creazione, al peccato originale,
e alla redenzione dell'uomo.
Nel 1417 Luigi di Borbone, conte di Vendome, adempì il
suo voto di dedicare una cappella alla Vergine, appena rilasciato
dalla prigionia in Inghilterra. La Cappella Vendome, eretta dall'architetto
Geoffroi de Sevestre, contrasta per le sue vetrate dai colori
vivi con le scure finestre trecentesche del lato sud della navata
centrale. Vi figurano Luigi, sua moglie e altri membri della famiglia
reale, con i loro santi patroni e i loro stemmi. |
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Nel
rosone sud appare la visione che l'apostolo San Giovanni ebbe
nell'isola di Patmos verso la fine del I secolo d.C. e che narrò
poi nell'Apocalisse.
Al centro della vetrata sta Cristo circondato dalle quattro
bestie simboliche, da angeli e dagli anziani.
Nelle cinque
luci sotto il Rosone appaiono la Vergine con i quattro profeti,
Isaia, Daniele, Ezechiele e Geremia. Sulle spalle dei profeti
si trovano piccole immagini dei quattro evangelisti, il cui formato,
ridotto, simboleggia la loro dipendenza dagli insegnamenti, dell'Antico
Testamento. |
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| L'abito
azzurro cielo di Notre Dame de la Belle Verrière contrasta
vivamente con l'azzurro cupo del resto della vetrata. I pannelli
del XII secolo, che formano la celeberrima Verfine azzurra sono
inseriti in una vetrata duecentesca, che raffigura angeli, le
Nozze di Cana e la Tentazione di Crizto. |
La
Vetrata dello Zodiaco dedicata agli astri e alle stagioni, illustra
i lavori dei mesi, a fronte dei corrispondenti segni astrologici.
Tranne il gennaio simboleggiato da un uomo con tre teste - il
passato, il presente e il futuro -, i mesi sono rappresentati
coin realismo. Agosto, sotto la Vergine, è un uomo che
batte il grano; Aprile, sotto il segno del Toro, è una
fanciulla che coglie fiori; e Novembre, sotto il Sagittario, è
un contadino che ammazza il maiale. |
| In
fondo alla vetrata di S. Stefano i calzolai che la offrirono,
recano in dono una copia in miniatura della loro offerta. Il resto
della vetrata rappresenta episodi biblici e leggendari della vita
del santo., primo martire cristiano. Nella metà inferiore
di essa, basata sugli Atti degli Apostoli, vi è S. Stefano
che predica agli Ebrei e viene lapidato. Le ferite al capo sono
arppresentate realisticamente con frammenti di vetro rosso. |
Nella
metà superiore sono rappresentate le leggende, fra cui
il trasferimento delle reliquie del santo a Costantinopoli, il
vano tentativo del diavolo di far naufragare la nave che portava
la salma, e l'ascensione dell'anima del santo al paradiso. La
preziosa tunica della Vergine fu donata a Carlomagno, crociato
e imperatore dei Franchi, dall'imperatore di Costantinopoli. Nella
vetrata dedicata a Carlomagno appare la significativa offerta
della tunica ad Aquisgrana, da cui venne portata a Chartres nell'876.
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Il Rosone
nord, o Rosone di Francia, fu donato dalla volitiva, saggia e
bella Bianca di Castiglia, madre di Luigi IX. Vi appaiono i gigli
d'oro emblemi di San Luigi, che si ripetono, insieme all'arme
di Bianca, nelle luci sottostanti. |

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Cattedrale di Chartres

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