Capolavori nei secoli
Famose in tutto il mondo sono le vetrate della cattedrale di Chartres,
in Francia, la regina delle cattedrali. Queste vetrate occupano una superficie
di circa settemila metri quadrati, spartita in 176 finestre, tutte di bellezza
incomparabile. Nessuno può sottrarsi alla forte sensazione che provocano
la radiosità da gioiello dell'interno e la luce soffusa di mille
colori che sembra ultraterrena. La qualità della luce cambia di continuo
e provoca così sottili variazioni di colore, specie negli azzurri.
Un radioso blu cielo, dato dalla luce diretta del sole si incupisce in viola
e porpora quando il sole si allontana o si copre. Col tempo cattivo le vetrate
possiedono un misterioso fulgore crepuscolare, ma quando i raggi solari
le trapassano, i bordi a rombi scintillano e i mirabili motivi a quadrati,
trifogli e cerchi vengono delicatamente sottolineati da sottili strisce
di morbida luce gialla.
L'architettura e, si potrebbe dire, l'intera cattedrale danno la sensazione
a prima vista di essere soltanto una cornice per le vetrate. Le più
antiche sono quelle delle tre finestre sotto il rosone di facciata e della
celebre Notre-Dame de la Belle Verrière, che risale a circa il 1150.
Quasi tutto il resto delle vetrate fu eseguito fra il 1215 e il 1240.
.
Di immenso interesse anche la cattedrale di Notre-Dame a Parigi
e la Ste Chapelle sempre a Parigi , dove la caratteristica trascendenza del
gotico trova la sua massima espressione . Questo santuario di vetrate del
XIII secolo fu eretto da Luigi IX per contenere le reliquie che aveva comprato
da Baldovino II, imperatore di Costantinopoli.
Dalla fine del XIII secolo in Germania l'architettura gotica, a causa del
prevalere dei vuoti sui pieni, sviluppò in maniera maestosa le grandi
superfici vetrate, decorate con complessi soggetti figurativi. Questi erano
realizzati con stile volutamente bidimensionale, in relazione alla pittura
del tempo. In seguito lo stile della vetrata si adattò alle nuove tendenze
e necessità figurative e alla resa prospettica. Una delle tecniche
di pittura che iniziano a prendere campo è la grisaille ( o grisaglia),
utilizzata a partire dal XV secolo. Questa era composta da una polvere fine
di ossido di rame e da un fondente, che venivano mescolati tra loro, per originare
uno smalto grigio-bruno, utilizzato in prevalenza per realizzare le sfumature
e per dare corpo alle figure e alle decorazioni. Dopo l'applicazione della
grisaille, il vetro veniva cotto ad alte temperature. Questa tecnica viene
usata anche oggi con lo stesso procedimento, ma con colori e materiali diversi.
Durante il XVI secolo la decorazione del vetro diviene un vero e proprio dipinto,
imitando i grandi artisti dell'epoca. Questa tendenza fece snaturare e alterare
lo spirito di questa forma artistica, portandola lentamente verso la decadenza.
Infatti nel periodo barocco l'interesse per l'arte delle vetrate diminuì
sensibilmente.
Solamente alla fine del XIX secolo l'utilizzo della vetrata viene ripreso
in considerazione. Questo grazie alla corrente del gotico moderno (Gothic
Revival), che si sviluppò in Inghilterra e nei domini dell'impero inglese.
I principali artefici di questa rinascita sono i pittori inglesi William Morris
e sir Edward Burne-Jones. La loro amicizia, durata tutta la vita, cominciò
a Oxford, dove condivisero la passione per i soggetto romantici, religiosi
e leggendari. Pur influenzati dalle immagini medioevalizzanti dei preraffaelliti,
Morris e Burne-Jones applicarono il loro amore per l'esotismo all'arredamento
di interni e alle arti figurative. Nel 1861 venne fondata The Firm , di Morris,
Marshall, Faulkner & Co., basandola su sani principi, quali la parità
fra i soci, l'alto livello artigianale e il rispetto per le forme naturali.
La ditta, poi trasformata nella Morris & Co., produceva arazzi, tappezzerie,
mobili e vetrate. Di queste ultime fu creatore esclusivo Burne-Jones, che
vi introdusse l'atmosfera ultraterrena e la languida bellezza dei suoi quadri.
Nello stesso periodo nascono l'Art Nouveau e il Liberty, che proprio con le
vetrate realizzarono molteplici applicazioni sviluppando forme ed effetti
cromatici nuovi attraverso la rappresentazione di prorompenti e intricate
fioriture. In questi anni i principali artisti della vetrata sono Adolf Bohm,
che realizzo l'atelier della prima villa Wagner a Vienna nel 1888; Koloman
Moser, che creò le vetrate della chiesa Steinof a Vienna nel 1905;
Giovanni Buffa nel 1907 con i suoi lavori al casinò di San Pellegrino
Terme; le vetrate di Miksa Roth per la cupola del Teatro Nazionale di Città
del Messico nel 1910 e infine Lluis Domènech y Montaner che realizzo
quelle del palazzo della musica Catalana a Barcellona. Una menzione a parte,
che troveremo più avanti, merita Louis Comfort Tiffany, che in questi
anni crea le sue celebri lampade, realizzare con una nuova e più agile
tecnica e con l'introduzione innovativa del vetro opalescente. Nel 1914 anche
la corrente artistica del Simbolismo trovò nella decorazione su vetro
uno dei mezzi più adatti a esprimere il lirismo della propria pittura.
Dopo un altro breve periodo di oblio, questa forma d'arte rinasce attorno
alla fine della seconda guerra mondiale, per merito del ritorno al disegno
bidimensionale e al colore puro.
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Opere più rappresentative del nuovo corso sono le finestre
realizzate da Henri Matisse per la cappella domenicana del Rosario di
Vence, in Francia nel 1951 e quelle di Marc Chagal per la sinagoga del
Centro Medico della Hadassah -Hebrew University in Israele. |
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Ai nostri giorni l'arte delle vetrate, grazie a strumenti e tecniche più
accessibili interessa molti artisti e artigiani, i quali realizzano vetrate
sia come imitazione di quelle antiche, che per nuove creazioni originali.
Links interessanti
Anonimo, History of Stained Glass
Ottima sintesi con particolare riguardo alle vetrate colorate e a quelle dipinte
Resources - The British Society of Master Glass Painters
Banca ipermediale delle Vetrate Italiane



