Le più antiche vetrate del mondo
La vetrata è fragile e l'uomo e la natura sono agenti distruttori. Fuoco, guerre, rivoluzioni, Puritani, restauratori e vandali, tutti hanno fatto la loro parte. Dobbiamo dunque essere grati del fatto che, nonostante tutti questi pericoli, qualche esemplare dell'XI e del XII secolo sia riuscito a sopravvivere, piuttosto che piangere sulla perdita di tante opere. La Germania ha l'onore di custodire intatte le più antiche finestre del mondo- nella Cattedrale dell'antica città di Augusta, fondata dai Romani nel I secolo d.C
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In queste finestre, le cui vetrate sono della fine dell'XI secolo,
appaiono cinque personaggi dell'Antico Testamento- Mosè, Davide, Daniele,
Osea e Giona- unici rimasti di una serie più numerosa. Si trovano nel
finestrato alto della navata, in quella che fu probabilmente la loro collocazione
originaria, ma le loro incorniciature sono più tarde e forse più
piccole del necessario, poichè alcune figure sembrano soffocate e altre
mozzate. Sono ancora in corso di restauro e qualche pezzo di vetro, ad esempio
dei capelli, è stato sostituito.
Anche prescindendo dall'antichità delle vetrate, uniche di questa età,
le figure, in stile romanico, sono monumentali e per se stesse grandiose.
Sono gravi personaggi dell'Antico Testamento, alti più di m 2,30, che
guardano fisso davanti a sé, con sguardo penetrante nonostante lo strabismo.
Ognuno tiene in mano un rotolo con una iscrizione latina; ai piedi disposti
in obliquo, hanno i calzari appuntiti, molto stilizzati, dei cavalieri medievali.
Le vetrate di Augusta hanno toni in prevalenza bruni, dorati, gialli, verdi
e color vino. Questi furono i colori dominanti in molte chiese tedesche, sia
nel periodo romanico sia più tardi.
Le figure di Augusta sono delineate con sicurezza e, nonostante la loro antichità,
sono tutt'altro che primitive, ma opera di artisti del vetro abili, esperti
ed ispirati. La medesima abilità si trova nell'Abbazia di Tegernsee,
dove fiorì un importante laboratorio di vetrate. Senza dubbio furono
i monaci, che da Tegersee si trasferirono ad Augusta nell'XI secolo, a portare
con sé i segreti della loro tecnica: L'influsso dell'abbazia si estese
in tutta la Baviera e verso ovest, fuori dei suoi confini.








